06 Giu 2019
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La pratica della gestione temporanea di impresa o temporary management nasce con la necessità di assicurare all’impresa un reclutamento manageriale di alto livello, che può essere concretizzato con la scelta di affidare ruoli direttivi e strategici a professionisti di comprovata affidabilità ed esperienza.

Le competenze aziendali spesso non sono mai abbastanza. L’azienda conosce cicli di crescita ed espansione, alternati ad altri di stasi e contrazione; operando in mercati concorrenziali è normale attraversare queste fasi. Esse dipendono anche da necessità strategiche e progettuali. Ad esempio, in vista dell’acquisizione di un’azienda concorrente o per il lancio di nuovo prodotto o ancora per l’espansione della linea di vendita può essere necessario ricorrere a figure manageriali esperte, che abbiano già maturato l’esperienza in quell’ambito.

Oggi questa necessità viene soddisfatta dal ricorso al temporary management piuttosto che a un incarico di consulenza esterna. Indagini svolte presso aziende multinazionali rivelano che 8 di queste su 10 sono disponibili ad affidarsi alla gestione temporanea di impresa, perché ritenuta più affidabile e in grado di portare risultati concreti nei tempi prefissati.

Quando è possibile usufruire del temporary management?
Le casistiche sulle quali può intervenire un manager temporaneo per la gestione di impresa sono quasi sempre di carattere eccezionale.

È chiaro che di fronte a responsabilità di questo tipo servono figure capaci diassolvere ai compiti indicati. Trovare quelle giuste non è semplice.

Come funziona il contratto di temporary management


Come suggerisce il termine, la gestione temporanea si caratterizza per la temporaneità dell’incarico: una provvisorietà rivolta a uno specifico scopo per il quale si prestano le competenze certificate.

Il punto, come sempre, è quello di scegliere correttamente le persone che dovranno ricoprire questo incarico.

Dal punto di vista meramente legislativo in Italia non esiste un istituto giuridico che definisca la figura del manager temporaneo e dell’incarico adesso conferito. Il codice civile e le leggi offrono però almeno tre strumenti contrattuali adatti a definire l’incarico:

L’incarico può essere conferito in via diretta, senza alcuna mediazione, o invia indiretta tramite un soggetto terzo, cioè una società di consulenza che si assume la responsabilità di:

Differenza tra temporary manager e consulente


Il termine “consulenza” già determina l’area di applicazione del consulente, di norma un professionista esterno come il temporary manager, che però offre consigli, suggerimenti, linee guida, raccomandazioni. Il temporary manager invece decide. Ovvero ricopre un incarico ben definito in azienda con poteri, decisioni e responsabilità immediate. A seconda del ruolo occupato partecipa ai più alti livelli decisionali, anche e soprattutto in aziende di grandi estensioni.

Perché ci si assicuri che svolga bene l’incarico al quale è stato chiamato, il temporary manager deve mostrare:

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